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Libia – Italia: quel corridoio di mare rosso sangue – ARCI GROSSETO

Libia – Italia: quel corridoio di mare rosso sangue

Le Jardin de l'Afrique, da ilfattoquotidiano.it
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“Immigrati Lampedusa” by Vito Manzari is licensed under CC BY 2.0

In occasione dell’incontro del 31 Maggio tra Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh, primo ministro libico, e il Presidente del Consiglio Mario Draghi, si è riaccesa una discussione in realtà mai chiusa ma su cui era calato un gran silenzio: la questione dei morti in mare partiti dalla Libia. Il premier ha dichiarato: “?? ????? ??????????? ??? ???? ????????? ? ?????????, ?ℎ? ????????????? ??? ????????̀ ??? ?? ????? ? ??? ?’??????. ??????? ????? ?? ????? ?? ????????? ????? ????????? ?????ℎ?, ???ℎ? ???????????, ?? ????????? ?? ???????? ?? ?????? ?????, ?’?????????? ?? ?????????, ? ???????? ?????????, ? ?? ???????? ????? ????????̀ ??????”.

Nonostante gli incontri, i discorsi, le promesse, sono ancora tanti i migranti che perdono la vita mentre cercano di attraversare il Mediterraneo per raggiungere la possibilità di una vita migliore scappando da guerra, fame e un paese in cui i diritti umani vengono violati in ogni modo possibile. Secondo l’ultimo rapporto UNICEF, in Libia sono più di 50 mila i bambini migranti e si stimano in 14 mila quelli rifugiati. Alcuni minori sono detenuti per motivi migratori e non hanno accesso a servizi essenziali quali l’acqua potabile, l’istruzione, i servizi igienici e l’assistenza sanitaria. Questi bambini, insieme ai loro genitori, zii, amici, per chi ha ancora la fortuna di non averli persi, sono soggetti a sfruttamento. Condizioni pessime in cui vivere e che, ovviamente, si sono ancora più aggravate con l’epidemia di Coronavirus che non ha risparmiato questi territori. Come se non bastasse, le agenzie ONU dichiarano che la loro assistenza è ormai negata all’interno dei campi di detenzione, i volontari non possono entrare e non è permesso loro fare nulla per garantire realmente alle persone i loro diritti.

Un pensiero per restituire ai migranti morti in mare, per lo più senza identità, un po’ di rispetto e dignità è stato l’inaugurazione di ieri 8 Giugno a Zarsis, nel sud della Libia, de Le Jardin de l’Afrique, un cimitero per coloro che sono annegati in quello che ormai è diventato il mare della morte. Rachid Koraïchi, l’artista che ha pensato e realizzato questo cimitero, ha dichiarato: “?? ??? ?̀ ?? ?????? ???? ??????? ?? ?????? ???????, ???? ????????, ????? ?? ???? ??? ????? ????’????????? ??????????? ?ℎ? ????????? ??????? ?? ??????? ? ???????? ?? ???????”.Nel ringraziare Rachid per il suo contributo alla memoria dei migranti morti in mare, ci auguriamo che la situazione cambi, così che Le Jardin de l’Afrique possa diventare solo un monumento in ricordo di quei tanti che sono annegati nella speranza di una mano d’aiuto da quell’Occidente tanto desiderato.

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