Infanzia

ali_volareFra i tanti intenti dell’ARCI c’è anche quello di offrire maggiori opportunità e alternative di sviluppo per il mondo dei più piccoli, ed è per questo che il Comitato Provinciale di Grosseto ha cominciato ad occuparsi anche di infanzia.
L’ARCI di Grosseto infatti, gestisce due nidi d’infanzia che prendono il nome dalle fiabe di Gianni Rodari: “Il tetto vagabondo” ed “Il semaforo blu”. Le strutture sono tutte nei comuni di Gavorrano e Campagnatico.
Questi punti educativi fanno parte della rete regionale dell’ARCI, “Ali per volare”, dedicata all’opera pedagogica di Rodari, che è composta attualmente da venticinque realtà educative.
La metodologia vuole essere innovativa, in quanto tenta di offrire, oltre che un servizio per i bambini, un sostegno ai genitori, cercando la loro diretta e attiva partecipazione alla riflessione sullo sviluppo del bambino e impegnandosi a proporre attività educative di alta qualità con orari il più possibile flessibili.
I bambini e le bambine sono guidati da educatori qualificati ed anche dalla presenza delle ragazze del servizio civile nazionale volontario.
L’ARCI cura la formazione del personale sia attraverso un supervisore esterno della Cooperativa “Il Progetto” che da un Coordinamento regionale dell’ARCI Toscana.

In questi spazi i bambini svolgono diversi tipi di attività manuali, di narrazione e di movimento, sia libere che strutturate utilizzando anche materiali, giochi e fiabe provenienti da altre parti del mondo in modo da favorire uno scambio interculturale ed il rispetto per gli usi e costumi delle altre popolazioni.

Gli interventi educativi volti a favorire una maturazione e una crescita equilibrata dei bambini si articolano all’interno delle aree espressiva, mimico-teatrale, della manipolazione, della costruzione del sé, del movimento e della relazione, cercando di offrire un ambiente sia fisico che sociale in grado di stimolare l’esperienza, l’emozionalità, la conoscenza e la fantasia dei bambini.

L’ARCI si occupa, inoltre, di sensibilizzare l’opinione pubblica, i comuni interessati e gli organi di competenza per individuare monitoraggi e controlli che, attraverso dei regolamenti, possano tutelare maggiormente i bambini e le proprie famiglie perché ci siano all’interno di tutti i servizi pubblici e privati, buoni progetti educativi, valide programmazioni educative e contratti dignitosi per gli educatori con un buon sostegno di formazione.
Il nostro interesse è quello di dare a tutti i bambini e a tutte le famiglie gli stessi diritti e le stesse opportunità all’insegna dell’uguaglianza e del rispetto per ciò che ciascuno di loro porta e rappresenta, evitando così la distinzione tra bambini di “serie A” e di “serie B” che vorrebbe fare anche dell’infanzia un business redditizio.

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